La compera
Aprile 24, 2008
di Masuria
Aprendo il portone di casa avvisto il vecchio mandorlo nel giardino del mio vicino. I rami nodosi dalla corteccia ruvida sfoggiano di già timidi petali. Non c’è vento e l’aria frizzante del pomeriggio m’invoglia decisamente a fare una passeggiata. Nel piccolo cortile sta bighellonando Laura, mia nipote. Giovane di otto anni, graziosa con il caschetto castano che le incornicia il visino dagli grandi occhi scuri. “Dove vai, zia?” - “Scendo in paese.” – “Posso venire con te?” Non mi capita spesso di potere passeggiare con questa bambina adorabile, quindi afferro l’occasione a volo. “Chiedilo alla mamma”, le dico per non interferire coll’autorità materna. Il capottino rosa sfreccia in casa e rispunta dopo pochi minuti con la risposta desiderata: “Ha detto di si, ma dobbiamo essere di ritorno alle sette.” “Va bene”, confermo e le prendo la mano affidatami fiduciosamente.
Mentre ci incamminiamo, la mia piccola dama di compagnia mi confida con aria di importanza:”Sai zia, io ho tanti soldi.” Tira fuori dalla tasca del capotto un borsellino e mi mostra il contenuto: dieci euro in monetine. “Sei una ragazza ricca e anche un buon partito, adesso che hai risparmiato tutti questi soldi,” scherzo. – “Nooo, non risparmiati” mi confessa candida, “li prendo un po’ di nascosto alla nonna, un poco dalla cassa del nostro negozio e un po’ da papa in banca….” - “Per davvero? Non credo che fai parte della banda dei bassotti?” La diverte l’idea di fare parte dei bassotti e ride. Li ha visti al cinema. Poi nella sua testa s’insinua il dubbio che potesse essere stato nascosto un rimprovero nelle mie parole, scruta il mio viso e mi lancia un invito per rabbonirmi:” Andiamo al bar a prendere una cioccolata calda, zia! Tanto i soldi ce li ho.” Io accetto e presto ci troviamo sedute al bar come due amiche con le tazze di cioccolata fumante davanti a noi . Lei pasticcia un po’ con il cornetto e si combina un baffo di cioccolato. Le propongo:”Per questa volta pago io, d’accordo?” - Siii, ma io deeeevo spen- de- re tutti questi soldi.” Sembra che il borsellino le pesi come un fardello di cui bisogna disfarsi. Fa progetti: “Per prima cosa comprerò un regalo per mio fratellino Francesco – pausa - poi un regalo per la mia amica Kitty – pausa - uno per la mamma - breve pausa - ma soprattutto uno per me.” - “Ok, andiamo allora, altrimenti faremo tardi. Non vogliamo fare arrabbiare la mamma, vero?” Lasciamo il bar e ci mettiamo a guardare vetrine. Scopro che Laura ha idee precise. Si ferma soprattutto davanti alle vetrine illuminate a giorno delle gioiellerie. Ne abbiamo già visionate tre , ma niente ha catturato il suo interesse. Alla quarta resta visibilmente attratta. Incuriosita cerco di indovinare quale sia l’oggetto del suo desiderio. I suoi occhioni brillano: “Zia, guarda che carina la lucertola con i luccichini.” Finalmente localizzo il grazioso rettile. Perbacco, oro bianco e brillanti veri. Mi sa che si prospetta un problema.
Provo a dirottarla ma è troppo tardi. Lei ha già aperto la pesante porta di doppio cristallo, si gira e dice:”Tanto, i soldi ce li ho.” Non mi resta che seguirla in veste di bodyguard. Per un momento rimane colpita da una lastra di vetro nel pavimento, attraverso la quale si possono ammirare un paio di metri più in giù resti archeologici dell’epoca romana. “Brrrr, mi fa impressione camminare sul vetro. E se si rompe, zia?”La tranquillizzo, al banco ci stanno aspettando due donne. “Di alle signore che cosa desideri, Laura,” le suggerisco. “Mi piace la lucertolina con i luccichini in vetrina”, espone il suo desiderio sicura di sé. La padrona sorride divertita, mentre la commessa, infastidita dalle pretese assurde della bambina, risponde con un sorriso mellifluo all’agrodolce:” Piccola, è meglio che torni con tuo papa. La lucertola è un costoso gioiello con veri brillanti.” La bambina la squadra severa con i suoi occhi scuri e tirando fuori il borsellino dalla tasca del cappotto la bacchetta: “Cosa ti credi, io i soldi ce li ho.” Mi sorprende la sua intelligenza intuitiva: ha perfettamente capito che quella donna non è benevole nei suoi confronti.
Quasi quasi mi sento anch’io sdegnata in qualità di zia e comunque per solidarietà fra donne. La padrona del negozio conosce Laura perché va nella stessa classe di suo figlio Fabio. Evidentemente sa come trattare una bimba. Domanda con gentilezza:” Tu sei Laura vero, la compagna di classe di Fabio?” Laura annuisce. “Io ho un cassetto pieno di animaletti d’argento smaltato. Sono veramente molto belli.” Appoggia un grande cassetto a scompartimenti sul banco. “Guarda, ci sono serpentelli, tartarughe e anche lucertole….e non sono molto cari”. La bambina resta incantata dalla moltitudine dei colori e dalla varietà di scelta. Mi sento sollevata, forse usciremo dal negozio senza gravi traumi infantili che possono compromettere la sua vita da adulta felice.
Intanto la scelta è ardua e si protrae per le lunghe. Aspettiamo con pazienza, la padrona ed io. La commessa invece osserva l’operazione camuffando l’insofferenza scritta le in faccia con amabilità finta per compiacere la padrona. Alla fine Laura tentenna fra un serpentello rosso e un buffo polipo blu. “Tu che dici,zia?” Ma prima che possa rispondere, la padrona le propone:” Scegli il serpentello rosso ed io ti regalo il laccetto per appenderlo. Ne ho giusto uno dello stesso colore che è perfetto.” Di colpo il rebus si scioglie. Laura opta per il rettile. Ma quanto costa? Che meraviglia, costa 10 Euro precisi! La bambina tira fuori le monete e le mette in una fila ordinata sul banco. Sorpresa, avanzano 50 centesimi! “Vi lascio anche questi”, decide magnanima e felice di togliersi il peso di essere ricca. Sistema la scatoletta avvolta in carta regalo con un fiocco rosso nel borsellino vuoto e mi prende la mano :”Andiamo,zia.” Salutiamo la signora padrona che manda saluti alla mamma e snobbiamo la commessa di comune e tacito accordo mentre lasciamo il negozio scintillante di ori e gemme. Ormai il corso è illuminato e si è fatta sera. Laura ha le guance rosse per l’eccitazione dell’acquisto appena concluso e la manina calda e un po’ sudaticcia.
Per la contentezza comincia a correre all’indietro davanti a me. “Zia guarda, così si allenano i pugili. Dai prova anche tu!” Un po’ impacciata provo e ci riesco, ma le sue gambette sono otto volte più veloci delle mie che sono otto volte più vecchie. Dopo un po’ riprende il posto accanto a me. Camminiamo spedite mano nella mano per non fare tardi. Mi accorgo che la bambina di colpo è diventata taciturna e pensierosa stringendo il borsellino in mano. Sono preoccupata, forse rimpiange la scelta. Quando infine si ferma per rompere il silenzio, la questione si rivela diversa: “Zia, e ora come compro i regalini per tutti quando partiamo a Pisa?” dice guardandomi un po’ smarrita.
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